In Risposta alla “Gazza” di Ieri

14 03 2010

Mi spiace dover parlare ancora di questi argomenti, ma visto che é sempre argomento di discussione per taluni, io non ingaggio battaglia, ma mi limito a rispondere “ferro ignique”.

Ieri, mentre mi bevevo in compagnia di Cate un caffé, mi sono imbattuto in un articolo (scaricabile qui) , naturalmente tra le brevi, della Gazzetta. Un certo Dario Desio di Napoli scriveva a Fausto Narducci raccontandogli del “disagio” (testuali parole) che provava a vedere i suoi beniamini sportivi da notizie in breve (atleti degli sport minori) in televisione atti a ballare, o piantare carote, oppure indagare in qualche reality show o game, invece che nuotare, combattere, correre e così via…

A parte che, nonostante si dica una persona competente e interessata, il signor Dario generalizza un po’ troppo, unendo atleti che hanno deciso di fare televisione perché avevano smesso di essere sportivi, atleti che hanno solo preso un po’ di soldi (che fanno sempre comodo), atleti a cui serviva la popolarità e atleti che non erano atleti.

In secondo luogo, e lo provo su me stesso, per un atleta é veramente molto difficile fare un qualcosa di differente dall’atleta, siamo abituati a correre a testa bassa per anni, é naturale che quando abbiamo uno spiraglio, magari dopo un successo importante, l’opportunità di fare qualcosa di diverso é per giunta ben retribuito, ci buttiamo a capofitto.

Poi bisogna considerare che siamo atleti Olimpici che appunto, come detto, troviamo spazio solo nelle “brevi” del principale giornale di sport (o di calcio?!) italiano. Ricordo che io ho dovuto vincere un’Olimpiade (il massimo in teoria) per avere mezza prima pagina, mentre se Beckham si sposa (non fa gol in una partita ma si sposa, o fa la spesa…) fanno “l’approfindimento” dalla prima alla quinta pagina. Se non si parla di noi (ricordo che visibilità=sponsor=soldi=mangiare) per lo sport ma si parla per la TV o altro, allora ci si adegua.

E’ vero anche che noi veniamo retribuiti principalmente dai gruppi sportivi militari e in maniera minore (e solo se vinciamo) dal CONI, ma non penso che se a Dario offrissero dei soldi in più oltre ai suoi 1200 o 1500 € al mese di stipendo direbbe di no… magari quei soldi servono per un mutuo, per una pensione , difficilmente per mantenere la Ferrari.

Non capisco poi perché devono venire colpevolizzati gli atleti degli sport minori quando i calciatori (sì ce l’ho con loro) per balbettare (non in Italiano) a Sanremo o per fare spot ridicoli vengono quasi divinizzati (anche dalla Gazzetta). Negli Stati Uniti la cultura sportiva (e non solo calcistica) é molto più sviluppata, gli atleti sono dappertutto e vengono strapagati proprio perché fanno qualcosa di diverso da quello che é il loro lavoro, una sorta di straordinario. Ma qui non mi dilungo troppo, negli Stati Uniti ci sono anche scuole per sportivi dove gli sportivi non vengono ghettizzati e puniti per le assenze ma vengono trattati come gli altri se non meglio perché hanno un interesse e non un “hobby” come spesso viene considerato qui…

Concludendo io me ne sto volentieri a casa mia a prepararmi mentalmente alle mie sei ore di allenamento di domani, che faccio con felicità perché é la mia vita, mi pago il mio mutuo e faccio fatica come tutte le persone normali, non pretendo nulla dalla società perché ora non si può cambiare (non a breve). Continuerò a sperare in uno sponsor che paghi bene  e metta in risalto la mia immagine, o in qualche ospitata in TV, sempre da Sportivo, ma se non me ne offriranno una così e mi troverò nelle stesse condizioni in cui ho partecipato alla “Talpa”, la rifarò (o chi per essa). Mi basterebbe però essere “lasciato in pace” e poter fare la mia vita.

Spererei solo che i Dario Desio smettano di fare discorsi finti perbenistici e indaghino un minimo sul “perché”, oppure smettano di leggere di sport e guardarlo in TV e magari inizino a praticarne un po’, cosicché alla sera siano abbastanza stanchi da andare a letto, invece che parlare a sproposito…





Another Lonely Day

14 01 2010

Dall’alto della mia  montagna di peli facciali (barba e capelli), ritorno a scrivere nel blog dopo una lunga assenza.

E’ stato un periodo duro , ma quali periodi non lo sono?

Sono stato accusato di avere una visione negativa del mondo e di parlare sempre male in questo Blog. Da un lato é vero, perché, per come la vedo io, se non ci sono problemi la vita scorre serena e non c’é motivo di parlarne, si vive e basta… dall’altro non é così, penso che anche una cosa che apparentemente sia negativa abbia un suo lato positivo, dipende da come si guarda: se col bicchiere mezzo pieno o vuoto.

Il titolo del post deriva da una canzone di Ben Harper, e anche questa ha due punti di vista: da un lato significa che finalmente ho rimesso a posto quasi del tutto la mia libreria musicale (almeno a livello digitale) e riesco ad avere quasi tutte le mie canzoni in un posto; dall’altro il titolo si riferisce alla mia situazione sentimentale attuale. Partiamo dal presupposto che (per chi non lo sapesse) sono fidanzato e le cose in generale vanno bene. Ma come ho già detto in passato sto crescendo e ho capito che ora per me un rapporto é la base su cui costruire il resto della vita, proprio perché un rapporto é quello che ora mi preme di più avere. A volte però mi sento solo. Non mi sento solo quando sono solo in casa, mi sento solo quando non c’é comprensione nelle cose che faccio, siano giuste o sbagliate, quando una mia idea non viene compresa (e magari criticata, ma compresa), mi sento solo quando il mio lavoro viene sminuito ad un hobby come faceva il professore di storia alle medie. Mi sento solo perché queste sono cose che io non faccio mai, perché io  anche col mio carattere introverso e reazionario, cerco di starmene zitto quando vorrei criticare, cerco di non far pesare la persona che sono, cerco di aiutare, anche se a volte so che non ci riesco (ma quando lo faccio mi scordo dei possibili errori che ha fatto o problemi che ho avuto col mio interlocutore, e poi mi scordo anche che ho aiutato, dato che é una cosa spassionata per me). E questo penso sia il motivo per cui anche gli amici fanno riferimento su di me nei momenti di difficoltà. Ecco, ora a volte mi sento solo perché non riesco ad essere contraccambiato allo stesso modo e non riesco a far capire a chi vorrei che a volte basta poco. Di solito mi sento rispondere che basta poco… ma allora sono io che devo fare? E a me ci penso io? Cioé io aiuto te, tu aiuti te e io…? Mi aiuto da me?

E comunque é la non-comprensione la cosa che mi strugge… Quando io parlo Italiano con un turco mi rende difficile farmi capire. Ma sono testardo: voglio che il turco impari l’Italiano. Molta gente mi dice che sarebbe più semplice parlare Italiano con un italiano, anche perché io un po’ di Turco lo parlo già, mentre il turco non sa la mia lingua,ma io sono testardo, e poi il mio turco mi piace.

L’unica cosa che so é che ora vorrei una persona al mio fianco che fosse al mio fianco, forse anche il mio é egoismo (anzi, senza forse, ma almeo io lo ammetto) e che mi aiutasse, mi spronasse senza per forza dover vivere in funzione mia, mentre a volte mi trovo delle richieste, e basta. Come se le mie richieste fossero minori.

Per quello che riguarda la scherma, anche se sono un po’ stufo di non fare gare, sto riprendendo i ritmi e quest’anno, se si aggiustano quelle due cosette, sarà un grande anno, mi diverto ancora, solo che a volte, e poi il fatto che stia per ricominciare (anche se fisicamente abbiamo già iniziato) il percorso per Londra 2012, mi elettrizza. Ho infatti ripreso a stare a casa molto più spesso, senza aver remore, ripreso (anche se a fatica) la dieta e sto dormendo la notte (anche se a salti). Purtroppo però, in un periodo in cui mi servivano delle gare, la prima é saltata (Kuwait City) causa problemi tra Cio e Governo Kuwaitiano.

Ma io penso che questo sia tutto Karma, o destino… Evidentemente l’andare via mi avrebbe allontanato da problemi che invece devo affrontare subito… e magari risolvere.





Le Ali

10 12 2009

Oggi ho avuto un breve scambio di email con il mio commissario tecnico, che era partito da una mia battuta per giungere ad una lettera da parte sua (che ovviamente non pubblico) in cui non mi ha detto delle belle parole, non belle per me.

Non erano assolutamente insulti o simili, ma sinceramente li avrei preferiti per come sono fatto io. Meglio essere diretti che nascondersi dietro un muro di persone e parole, meglio guardarsi dentro, prima di guardare gli altri. Io so dove sbaglio, anche quando lo faccio, non sempre, ma spesso.

Dopo l’ultima mail avrei potuto rispondere a tono, ho le capacità e la posizione per farlo. Ma ho preferito (ancora) starmene zitto e venire a scrivere qui sul Blog.

Scrivere queste semplici parole la cui origine si perde nella notte dei tempi, parole che mi sono giunte per la prima volta ieri, quasi come fosse destino (quasi? Non credo…)…

” NON BESTEMMIARE DIO PERCHE’ TI HA DATO LA TIGRE, RINGRAZIALO PERCHE’ NON LE HA MESSO LE ALI”

P.S.: … e io, caro mio le Ali ce le ho, forse quelle che tu non avevi alla mia età e ti dà fastidio vedere in me.








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